Nella pratica della consapevolezza il punto non è sbarazzarsi del pensiero ma imparare a vederlo in modo abile. La tradizione buddhista allena la mente pensante e l’intelletto a pensare bene e con chiarezza. Pianificare, ragionare, organizzare, immaginare e creare ci sono necessari. I pensieri ben ponderati sono un dono. I nostri pensieri possono stabilire la direzione da prendere, possono farci capire, analizzare e discernere, possono metterci in sintonia con la vita che abbiamo intorno. Quando dimoriamo in pace nel nostro cuore possiamo utilizzare la facoltà di pensiero in modo saggio, possiamo pianificare e immaginare con benevolenza.
Un professore di matematica e topografia che si era avvicinato alla meditazione era preoccupato perché il suo lavoro implicava ore e ore di attività di pensiero. Mi chiese in che modo praticare la meditazione e allo stesso tempo pensare a fondo a quei complessi problemi matematici: doveva cercare di fare un passo indietro ed essere sempre deliberatamente conscio della sua attività di pensiero? Questo lo imbarazzava e disorientava. Risposi dandogli un’istruzione semplice: «innanzitutto verifica la motivazione. Avvicina la matematica in modo creativo e positivo. Poi, mentre pensi alla matematica, pensa soltanto alla matematica: se diventi competitivo e ti preoccupi di pubblicare il tuo teorema prima di un altro collega, quella non è matematica; se ti trovi a sognare di vincere il Nobel o un’onorificenza sul campo, quella non è matematica. Trovati una motivazione abile. Poi lavora alla matematica e goditi la creatività della mente».
La chiave al pensiero saggio è percepire lo stato di energia che sta dietro al pensiero. Se prestiamo attenzione notiamo che certi pensieri sono generati dalla paura e da una scarsa considerazione di sé: possono accompagnarsi ad attaccamento, rigidità, senso di indegnità, atteggiamenti difensivi, aggressività, ansia. Ne possiamo sentire gli effetti sul cuore e sul corpo. Quando notiamo questa sofferenza possiamo rilassarci, respirare, sciogliere le identificazioni; con questa consapevolezza la mente si fa più aperta e malleabile, il che ci ferma e riporta alla nostra natura di Buddha. A questo punto possiamo lo stesso pensare, immaginare e pianificare ma a partire da uno stato di agio e di benevolenza. È semplicissimo.
Da Jack Kornfield, il Cuore Saggio, Corbaccio, 2014.
Per approfondire:
Jack Kornfield – Frasi, libri, biografia e testi in italiano
Il cuore saggio. Una guida agli insegnamenti universali della psicologia buddhista
You need to login or register to bookmark/favorite this content.